martedì 27 gennaio 2009

...heavy drops...


Sono gocce pesanti queste, che rimangono sospese tra i rami degli alberi per giorni e giorni, sotto un cielo perennemente grigio che a breve cadrà disperato in questa terra. Giorni monotoni con pioggia monotona e sembra che davvero non voglia smettere più. La terrà è bombardata perennemente da queste gocce e in ognuna di queste trovo delle sensazioni. Sono sensazioni negative che sommate a tante altre scavano il terreno e creano crateri grandissimi dove dentro affogano tante anime prive ormai di ogni speranza. Le automobili affondano dentro questi crateri, altre passano velocemente incuranti dei danni subiti. Ad un tratto le gocce rimangono sospese e le immagini degli ambienti diventano sempre più nitide; rimane solo il grande freddo che entra dentro come tanti pezzi di vetro appuntiti e non ti lascia scampo. Il respiro diventa sempre più affannoso e melodie elettrificate pervadono interamente il corpo, sono melodie che riconosco bene e che mi hanno sempre accompagnato in momenti critici. L'immagine ai lati diventa sfuocata, lentamente le mani congelate chiedono di essere riscaldate, gli occhi si appesantiscono e una lieve stanchezza si fa avanti silenziosa. Si cerca in tutti i modi di trattenere il capo dritto, ma la stanchezza la fa dondolare. Devo...devo, poter fare qualcosa, ma c'è un peso, un peso...troppo grande e soffocante che riporta tutto alla realtà in una frazione di secondo.

Vi ho appesantito di nuovo con le mie parole prive di niente, ho cercato di confezionarle bene, di smussarle e abbellirle, ne è uscito fuori un quadro con schizzi di follia, la consuetudine la monotonia anche qui...tra le gocce pesanti di questi giorni...

domenica 18 gennaio 2009

...timeless...


Scorrono veloci questi giorni, scorrono apparentemente senza un senso, le crepe sui muri sono arrivate al pavimento; forse dovrei iniziare a preoccuparmi, ma ancora una volta, sto fermo. Senza tempo, piccoli bagliori di sole avvolgono queste giornate fredde, giornate riempite di nulla e di niente. Suoni distorti producono melodie coinvolgenti, piccole scosse nell'anima, subbuglio interiore per pochi secondi, ma niente di più. Un'altra domenica, una come altre, il vino fa il suo effetto e penso. Penso che dovrei mettere giù, qui, in questo blog la mia follia quotidiana e parlare delle crepe o spacchi larghi...che creano un buio al centro. Osservo, delle forme perfette, sguardi, sorrisi appena abbozzati...vedo, la perfezione. Tutto è senza senso in questi giorni, anche le risate e gli argomenti inutili per riempire minuti di ieri, di un giorno ormai andato. Devo essere coinvolto emotivamente per sentirmi ancora vivo e sentire che dentro il meccanismo è ben oleato e che tutto bene o male sta procedendo nel suo corso. Un corso forse già prestabilito?Chissà!?!Tanti punti interrogativi messi insieme che creano una grande incognita. Il serbatoio è vuoto, secco, si stanno per formare le prime ragnatele, piccoli ragni crescono, creano queste trame fitte, sempre meno accessibili e come un video di qualche anno fa mi rivedo, bloccato in un letto, incatenato...delirio. Giorni così, apparentemente senza un senso. Ripeto, ci sono melodie che mi tengono ancora in piedi, forse creano quell'equilibrio nell'apparato uditivo. Bah, ecco mi vedo, a scrivere cose insensate ancora una volta. Mi sdoppio quasi per un attimo, anzi forse anche di più di un attimo, pochi minuti...per vedere le due mie personalità, quale poi quella giusta? Un'altra incognita, una delle tante di questi anni...poi si aggiungeranno altre e ancora altre e ancora altre. La testa potrebbe scoppiare, vedo già grumi del mio cervello sparsi per la stanza, sangue ovunque e il corpo preso da convulsioni, sono gli ultimi attimi di vita (Delirio #2). Mi avvio verso la conclusione di queste righe intrise di niente e con la consapevolezza che tutto ciò è frutto solo della mia mente malata. Continuerò ad osservarvi ancora da dietro la campana di vetro e continuerò a descrivere tutto ciò che accade attorno a me...come sempre, al prossimo delirio...

mercoledì 7 gennaio 2009

...In principio...


Nuove considerazioni su questi primi giorni dell'anno, cercando di essere più obbiettivo possibile senza farmi prendere dalle mie follie. Non so se questo post ha motivo di essere creato, ma forse potrò togliermi qualche noia e qualche piccolo dolore. Di sicuro vi starete aspettando una plateale confessione di qualcosa che è successa nella mia vita e invece no; lo spirito dell'anno nuovo ancora non ha intaccato il mio sistema nervoso. Un post scritto oggi, potrebbe essere intriso di falsa tristezza dovuta alla fine delle solite e sacrosante feste natalizie, niente di tutto ciò, per fortuna. Sono semplicemente qui, di nuovo, a sputarvi in faccia la mia follia e qualche mia piccola considerazione su questo mondo che ha messo il turbo e che vedo sempre di più allontanarsi dal mio sistema (quale poi, non si sa).

In principio fu l'illusione per quei programmi che ognuno di noi aveva in mente, in principio tutto sembrava più leggero e dilatato, ci si poteva fermare per fare delle considerazioni positive, perché no, sognare. In principio, la data del calendario era una spinta in più per considerare l'esistenza qualcosa di estremamente stimolante...in principio, però. Il corso delle cose, il corso del tempo e dei fogli strappati con rabbia dal calendario ricordano, o semplicemente segnalano che qualcosa non va. L'anno della crisi è iniziata, quello del perbenismo e delle falsità non è mai finito. Le mancanze, anch'esse rimangono le stesse.

Lontano milioni di anni luce da tutto ciò che mi circonda, eclissato in pochi attimi, al solo pensiero del vedere il marciume attorno me. Ragnatele invisibili si formano nell'aria, ed è tutto come se fosse una grande casa abbandonata. Tutti gli oggetti sono al loro posto, nuovi, mai usati ma tutto è cosi tremendamente vecchio, spettrale...morto. Piccoli raggi di sole arrivano stanchi e lontani, non hanno di certo quella forza per riscaldare a mala pena un po' il viso. Tutto viene tremendamente spezzato dal freddo bastardo, che ghiaccia le mani, la mente e il cuore. Forse anche le mie parole hanno subito i danni del freddo...

...al prossimo delirio...