lunedì 21 dicembre 2009

...frozen moment...


Stavo per lasciar cadere anche questo mese nel dimenticatoio, ma questo freddo pungente, mi ha fatto capire, che forse è meglio fermarmi un attimo e fare il punto della situazione di questo folle duemilanove. Come ogni anno, in questo periodo, rifletto su tutto ciò che ho vissuto, dalle piccole situazioni ai grandi cambiamenti. Quest'anno credo di avere una visione diversa di tutto ciò che ho attorno, ma senza tradire quella base di verità che ahimè ancora c'è e si vede. Cosa aggiungere? Cosa mettere realmente in risalto? Se non fosse stato per l'entrata nella mia vita, di questa persona speciale, che ha diminuito notevolmente la mia inquietudine, tutto sarebbe rimasto immutato. Lei ha stravolto tutto, ha fatto in modo che tutto attorno a me assumesse un tono, un colore, un calore. Anche se adesso, in questo freddo immenso di questa stanza, difficilmente riesco a pensare a qualcosa di caldo e di sereno. Vediamo un po', la mia amata musica è tornata a farsi sentire. Ancora una volta, abbiamo dimenticato tutti i periodi vuoti del passato e abbiamo riempito questi pochi incontri che ci sono stati con nuove idee, nuove melodie e nuove canzoni. Chissà se presto torneremo a farci vedere da qualche parte, la cosa certa che in questo momento c'è bisogno più che mai di mettere tutti i tasselli in ordine; partendo dalla mia esistenza per estendere il tutto anche alla mia più grande passione. Ecco, la mia lucidità sta perdendo colpi e per non infierire ulteriormente vi lascio con qualche mio pensiero congelato e con le "mie" solite decadenti melodie...

Le mani congelate, insensibili, non digitano i tasti giusti. Dovrei spegnere tutto, andarmene da qui e fare la cosa più ovvia, riscaldarmi. Ma qualcosa non va, e non so qual'è l'energia e la forza che mi spinge ancora una volta a rimanere qui a scrivere cose senza senso. L'esigenza appare nel vapore del mio respiro e a piccole pressioni, aggiungo parole cariche di ricordi a questi fogli bianchi e virtuali e come al solito, lascio riempire la stanza di suoni distorti e deteriorati, ancora una volta pura noia e quindi...al prossimo (spero più caldo) delirio...




giovedì 12 novembre 2009

...di ritorno...


Si, un mese è passato in silenzio, il primo mese passato senza aver niente da scrivere, senza avere un minimo dubbio, paura o quant'altro. Tirando le somme non so davvero se è stato cosi; ma la cosa certa è che adesso sono qui a scrivere di nuovo di getto come ai vecchi tempi. Ma non vi preoccupate, non è successo niente, c'è solo più consapevolezza che tutto potrebbe ridursi in cenere. E intanto i giri di chitarra di questi Mortualia, mi scavano dentro e lasciano un segno. La musica, la mia musica, quella che tanto amo e che non mi abbandona mai. Potrei raccontare dei piccoli aneddoti o altre cose, ma preferisco semplicemente descrivere qualche sensazione che sto provando in questi giorni di novembre. Da dove inzio? Potrei iniziare dall'idea che tra un po', per scelte mie, non avrò più un punto di sfogo (o ristoro?), bé era un'esperienza che comunque mi teneva ancorato ancora a qualcosa di spiacevole, peccato non fosse niente di retribuito, altrimenti avrei dato l'anima (quando si tratta di musica è così). Che altro aggiungere, gli ascolti sono sempre più o meno quelli, non mi sto lasciando andare a melodie mielose e quant'altro. Con i miei proggetti, attualmente non ho niente da dire, forse perché non voglio più contaminarmi con altre stronzate di ogni tipo e cercare sempre di smussare gli angoli o cucirmi sempre il solito vestito comodo. Voglio altro, anche con la mia passione, voglio trasmettere ciò che davvero sento e credo...ma da solo, non posso fare poi molto. Si è perso qualcosa, ci siamo esauriti forse o semplicemente abbiamo soddisfatto quello che dovevamo soddisfare?!Qualcosa dentro di noi?Forse! Ma era davvero una passione allora? Alla fine penso, si, ci penso e devo pur trovare una conclusione. Non era niente di che? Cos'era? Cosa cazzo era? Giriamo e rigiriamo, ma siamo sempre li, seduti, con la pancia piena e con un vuoto attorno pazzesco. Potrei sfogarmi un altro po' qui in questo spazio, potrei continuare a sputare ancora un po' di veleno, ma preferisco andare a cenare e annebbiare tutto con della buona birra. Au revoir...

giovedì 17 settembre 2009

...stalking paranoia...


E di paure continuo a nutrirmi ogni giorno. Ora più che mai, quel senso di abbandono pervade la mia esistenza, scuote i giorni, le ore, i secondi. E' straziante tutto ciò, se solo la mia memoria torna ad un giorno fa, tutto assume l'atmosfera di una favola grottesca. Dov'è la soluzione? Dov'è questa benedetta soluzione che ogni giorno imploro e chiedo in ginocchio? Non la vedo, non la percepisco e non percepisco un minimo spiraglio di luce. Paghiamo ogni giorno le conseguenza per aver vissuto quei attimi spensierati e pieni di calore. Come si può andare avanti in questo modo? Trovare per forza una soluzione catastrofica, oppure plasmarsi con la realtà delle cose, rimanendo indifferenti e privi di qualsiasi emozione? Voi ci riuscite? Io proprio no. Sarà la paranoia che in questi giorni mi sta perseguitando, sarà il tempo, settembre, il ritorno alla normalità. Ma in fondo, avevo messo già in conto i problemi di gestione, ma non le fitte al cuore e allo stomaco, quelle fitte che arrivano all'improvviso e i movimenti iniziano ad essere rallentati e il respiro si fa più veloce e affannato. Ero partito stamattina con l'idea di non scrivere qui, ma poi gli avvenimenti come al solito fanno cambiare i nostri progetti. Anche se non è successo niente di grave, tutto inevitabilmente ritorna a quella condizione di pre felicità. E la mia mente viaggia, il dolore diventa più accentuato e anche se quello spettro non è presente fisicamente, lo sento nell'aria che aleggia indisturbato. Può essere, può essere anche questa volta che tutto ad un tratto torni il buio, bisogna soltanto essere bravi a gestire la situazione nel migliore dei modi. Questa volta però avverto qualcosa che va aldilà di tutto, qualcosa che sento di provare già adesso, anche se non è successo nulla. E' la paranoia, e la cosa che mi disturba ancora di più, è il fatto che tutto ciò avviene nella lucidità più totale, mi rende ancora più impotente. Pensavo di non dover provare più certe paure, da molti giorni non ci pensavo, ed ero arrivato a quella condizione di pseudo tranquillità che mi consentiva di pensare ad altro, quell'altro che adesso mi interessa di più e che può portarmi alla soluzione. Ma evidentemente, come ogni volta, ho cantato vittoria troppo presto. Mi devo aspettare di tutto ormai, me lo devo aspettare da un momento all'altro. Non è diffidenza, ma è solo il fatto che respiro vuoto, solitudine, angoscia, paura ogni giorno che passa e in queste condizioni le allucinazioni ad occhi aperti sono continue. Si fa caso ad un tono di voce, ad uno sguardo, a dei gesti che in quel momento si trasformano in pugnalate alle spalle, in proiettili pronti a frantumarsi nel nostro corpo per creare una pioggia di dolore latente. La mia mente insegue i fantasmi che aleggiano attorno a me, ancora un sottofondo diverso per le mie orecchie, e come un caldo abbraccio, questi suoni mi avvolgono e mi trascinano in una spirale di oscurità e angoscia.

Continua...

mercoledì 2 settembre 2009

...νόστος...άλγος...


In un giorno, sembra che tutto si sia bruciato velocemente, passando quasi inosservato. Non può essere assolutamente cosi. E' solo un mio fottutissimo pensiero, che con il solito settembre si ripropone davanti ai miei occhi. Eppure tutte quelle attenzioni e quei momenti, sembrano già rinchiusi in una vecchia scatola dei ricordi, riposto in un vecchio baule abbandonato in cantina. Come può avvenire tutto ciò?! Nel momento in cui, in teoria, non ci sarebbe nessun presagio o pensiero di abbandono. Due mesi intensi che sono volati con una velocità pazzesca, era prevedibile, era normale che andassero cosi le cose. In fondo questo avviene quando una persona, anche se per poco, riesce a distoglierti dalla realtà e dai pensieri. Vorrei dedicarle tante cose, pensieri, parole, musiche...ma adesso, l'unica cosa che posso darle, sono la mia paura continua ed incontrollata, le mie paranoie e tutto ciò di insano che la mia mente partorisce. A volte penso se ci sarà un evoluzione nella mia sensibilità, se tutto ciò che percepisco, lo farò con un'intensità diversa. Chissà, in fondo la mia vita è stata sempre cosi, un susseguirsi di chissà, vorrei, un giorno...L'unica cosa certa e costantemente presente nella mia esistenza, sono quelle sensazioni di cui conosco perfettamente le conseguenze che possono provocare nella mia mente e nel mio corpo. Potrei elencarle di nuovo, ma ora non ho voglia. Voglio solo riconfermare la mia essenza, qui, tra queste poche righe stampate in questo oscuro blog. Ci sono delle incisioni che rimarranno scalfite per sempre da qualche parte, incisioni che non possono essere levigate in nessun modo e non esiste un perché, non c'è soluzione alcuna. La mia anima continua ad essere un'altalena perenne, troppi movimenti, a volte anche bruschi...ma continua a muoversi freneticamente non fermandosi mai. Adesso aspetto, quasi in religioso silenzio, che la pseudo-normalità si riappropri di me e delle mie giornate che ritorneranno vuote e intrise di niente. Era dietro l'angolo tutto ciò, dovevo solo aspettare un pò e tutto sarebbe tornato...anche più violento di prima. Ritorna il dolore, ritorna ben nascosto nella facce gelide e austere, negli occhi malati...nel continuo nervosismo che si può tagliare a fette nell'aria...è un ciclo, il solito ciclo...

lunedì 3 agosto 2009

...(parentesi dal mondo...


E'passato un mese dall'ultimo volta che ho scritto qui. Un mese, durante il quale ho raggiunto parecchie volte l'apice dell'emozioni. Più volte avrei voluto scrivere qualcosa, ma finiva sempre che i miei occhi rimanevano imbambolati per qualche secondo sulla home page del blog e basta. Sto vivendo la mia parentesi dal mondo, una parentesi per fortuna ancora aperta. A volte, quando vedo che tutti i particolari sono al loro posto, ho quasi paura che da un momento all'altro possa accadere qualcosa di grave che distrugga tutto. E invece non è cosi, grazie a te, che riesci a riempire ogni istante della mia vita e mi fai vedere tutto con occhi diversi e quasi a colori normali. Dov'è finita allora la mia anima inquieta? Non posso dire che è svanita, ma di sicuro ora, è sepolta dal tuo dolce scorrere lento dentro me. Sono giorni intrisi dalla tua presenza, che ogni giorno affonda dentro me.E qui, i vorrei potrebbero aumentare a dismisura, ma, mi limiterò a dirti solo una cosa in queste poche righe...grazie per tutto quello che fai.

Anche dal punto di vista musicale è stato un mese intenso, abbiamo rimesso insieme le nostre voglie e stiamo cercando di pianificare alcune cose, senza avere stress di alcun tipo. Ecco che qui rientri tu, che mi dai tanta calma e non mi fai cadere nel vortice del nervosismo. Sembrano lontani ora i momenti di solitudine, ma a volte penso che potrebbero ritornare da un momento all'altro, in fondo quei momenti non vanno via, ma si nascondo solo dietro l'angolo e osservano, aspettando il momento propizio per riprenderci e farci cadere nel solito baratro. Ora come ora, tutto sembra dilatato, tutto sembra scorrere con tranquillità e anche se dentro rimane quell'inquietudine per qualcosa di inatteso ora...non voglio pensarci.

Non so ora quando tornerò a scrivere qui, ma questi saranno giorni pieni di impegni ed emozioni. Spero di tornare presto in questo mio spazio, per raccontarvi ancora una volta i miei giorni intrisi di emozioni e sensazioni, e mi auguro che da ora in poi siano solo sensazioni positive. Vi lascio con la colonna sonora di questi giorni...la follia e i momenti malinconici non mancano mai. Questo è un grande ritorno...Mr. Niklas Kvarforth è tornato con il nuovo capitolo targato Shining...buon ascolto...



Continua a bruciare dentro me...non sarai un fuoco fatuo...


mercoledì 1 luglio 2009

...nuove pagine uguali...


E'cambiata solo la data nel calendario, ma il cielo è rimasto lo stesso dall'ultima volta che ho scritto qui. Forse, non è solo il cielo che è rimasto uguale, ma la sensazione stagnante e spenta che percepisco ormai da tempo. In effetti sono passati un po' di giorni; giorni che potevano servire per riflettere e invece sono passati quasi inosservati, se non ci fossero state le scosse positive che mi sta dando lei. Continua a chiudersi il cielo e insieme ad esso, si chiudono sipari invisibili dentro me, accompagnati sempre da un requiem diverso. Pioggia, pioggia e solo pioggia. Il grigiore non abbandona mai questi giorni. E' tutto grigio e squallido, anche i luoghi dove dovrebbe rinascere la vita e invece? Pezzi di intonaco che cadono, pozzanghere nere, erbacce...volti rigati da anni di sofferenze e sguardo spento. Non bastano delle immagini colorate alle pareti, non basta la cura delle persone serene, per rendere un ambiente decoroso. Ma cosa vuoi che sia un ambiente decoroso solo all'apparenza? Avverto qualcosa, ora più che mai, che nemmeno una persona accanto può capire, talmente tutto è cosi intriso di niente. Cosa vedono i miei occhi ancora una volta? Polvere, marciume, nervosismo, ansia, "stress", paranoia? Tante sensazioni, tanti odori, suoni, quasi sempre gli stessi; Come il cielo che adesso si sta ribellando ancora una volta a noi poveri umani, insaziabili di nulla, insaziabili di cose dalla breve durata.

Ci voleva questo sfogo folle, queste poche righe sbattute qui, ancora una volta, accompagnate da suoni e foto che riportano in sintesi la realtà dei fatti. Ancora una volta è stato cosi, una descrizione veloce, piena di imprecisazioni, ma vera, sentita. In questi giorni e oggi in particolare, altri suoni hanno accompagnato il mio tempo con "voi" e altre parole fanno capolino qui. Vi lascio con questi suoni e altri versi tratti dal "Dualismo" di Arrigo Boito...alla prossima osservazione.

"Son luce ed ombra; angelica farfalla o verme immondo sono un caduto cherubo dannato a errar sul mondo, o un demone che sale, affaticando l'ale, verso un lontano ciel."

mercoledì 17 giugno 2009

...Il battito tra le mani...


"Questa è la vita! L'ebete vita che c'innamora,lenta che pare un secolo,breve che pare un'ora; un agitarsi alterno fra paradiso e inferno che non s'accheta più!" (Arrigo Boito - Dualismo, 1863)

Quando poco tempo fa, me ne stavo con le mani incrociate sopra la testa, ad osservare i miei soliti posti e a sentire il battito tra le mani, non potevo mai aspettarmi dei cambiamenti cosi repentini nella mia esistenza. Cambiamenti che in una vita normale di un individuo normale, sono solo pura routine. Ma non in me, dove ogni piccola oscillazione può aprire o chiudere un grande varco o cratere in pochi secondi. Di cosa sto parlando? Di quelle scosse che mancavano da tempo e che ora sento i riverberi ancora dentro me, dopo quelle ore passate insieme. Ore intense, di piccoli gesti appena abbozzati, gesti naturali, gesti sinceri. Voglio pensare, ora più che mai, che tutto questo che sto vivendo sia naturale, senza pregiudizi, senza strane idee. Devo solo viverla, nel miglior modo possibile. Nello stesso tempo però, si fanno avanti dentro me le paure, le angosce, i pensieri che non mi lasciano mai un momento, tanti punti interrogativi che spuntano come funghi ogni giorno, nei posti più strambi della mia esistenza. Ora, anche un luogo può dare l'incipit per uno stato d'animo. La camera da letto nel pomeriggio può essere un inferno, la cucina a pranzo solo una tortura. Solo la sera trovo sollievo, quando i rumori diminuiscono e anche il caldo lascia spazio ad un lieve venticello che rigenera e distende la mia mente. Un altro elemento che in questi giorni si sta facendo avanti e l'ansia. Un'ansia strana, che prende sopravvento la mattina, quando apro gli occhi e i pensieri mi piombano nella testa come macigni. Un giorno che inizia cosi non sarà un bel giorno, pensieri che si inseguono e che si rincorrono con il passare delle ore e che non mi lasciano un attimo, un lieve dolore proprio sotto lo sterno, non pesante e ossessivo ma presente ad ogni respiro e ad ogni sospiro. Immagino, penso, delirio...non trovo la calma e la serenità. Ancora una volta un deja-vu?No, non può essere cosi, non può essere sempre cosi. Cerco di ritrovare la calma nel pomeriggio, distendo il mio corpo e cerco di non pensare a nulla ma è difficile, se per da mezzo c'è anche il tuo dolce pensiero. Scattano altre sensazioni, il fatto che non posso viverti e starti accanto, pensieri, pensieri su pensieri. E' un continuo, giorno dopo giorno fino a quando non ci sarà una serenità che arriverà all'improvviso, senza chiedere il conto. Ora più che mai, mi allontanerei con la mente e non solo, verso luoghi lontani e incontaminati e con un sottofondo che mi riporti quella "serenità" o pseudo-tale, che avevo fino a pochi giorni fa. Troppi fatti in poco tempo? Può essere anche questa la causa di tutto ciò. Ora però è meglio non continuare nel mio delirio, anche perché ci sarebbe poco da aggiungere. Vi lascio con i suoni di questa one man band svedese che mi ha accompagnato in questi giorni.Buona resistenza...Lustre...Night Spirit.

lunedì 1 giugno 2009

...la disperata "luce" del mattino...


"Come il burrone m'empie di terrore la disperata luce del mattino."

Inizio questo primo post di giugno con questa frase di Camillo Sbarbaro tratta da una sua raccolta di poesie. Una frase che fa riflettere e che mi fa pensare a cosa può causare la luce del mattino, quando magari si è passata una notte tranquilla, senza disturbi del sonno. La luce del mattino ci riporta al nostro mondo, quel mondo che spesso ci lascia senza scampo e che ci schiaccia con la sua ipocrisia e il suo scorrere violento e veloce. E'da tempo che rifletto su queste poesie che ho ritrovato in un vecchio libro delle superiori, un libro che all'epoca, con quella testa, non consideravo o lo facevo superficialmente. Ora, che i tempi sono cambiati, che il giorno ha un significato diverso per me, queste poche righe evocano in me tante sensazioni e soprattutto mi portano a riflettere sulle vicende della vita e sulla visione che ognuno di noi ha di essa. Questo giugno è partito freddo, oggi piove e quei giorni di calore e di sole passati sembravano gli ultimi giorni d'estate. Alla fine, anche questa è solo un illusione, a breve torneranno quei giorni dal calore amaro, che non lascia tregua, che appesantisce il corpo e la mente. Dovrei trarne forse ristoro da questo cielo grigio e plumbeo? Dovrei guardare di più dalla finestra e lasciarmi andare a delle note minimali di piano? Dovrei lasciarmi avvolgere da questo lieve freddo? Si, forse dovrei fare tutto questo, ma le note si fermano e ritorna subito in mente e nell'anima quell'angoscia sottile che soffoca dentro. Si ferma di nuovo la musica, rimane uno spazio vuoto, poi ad un tratto riprende e sono disteso, distesa è la mia mente e il mio corpo. Sono molteplici le sensazioni che mi regala la musica, questa è una di quelle situazioni in cui la musica quasi si materializza in un abbraccio, sono solo pochi secondi, poi diventa invisibile ma sempre presente. Cambiano i suoni, cambiano le parole, le note diventano un tutt'uno con con il cielo e le nuvole che oggi proprio non vogliono lasciare questo posto. Forse con il finire della musica anche il cielo sarà sgombro di nuvole, ma ci credo poco. Le nuvole continueranno a stare lì, quasi immobili e rimarrà solo il rumore delle auto che passano veloci. Un suono di un sintetizzatore mi riporta a scrivere queste ultime righe di questo post. Questa volta sono parole diverse dal solito, parole quasi di rassegnazione, parole intrise di ciò che vedo. Cerco di fermare in uno scatto il mio sguardo rivolto verso il grigiore e il freddo di questo giorno di inizio giugno, forse dietro c'è qualcosa, un qualcosa che i miei occhi non riescono ancora a vedere. Vi lascio ancora una volta: un'immagine, delle parole, dei suoni. Alla prossima fuga di pensieri...

lunedì 18 maggio 2009

...Woods of Desolation...


Ho fatto bene a non scrivere in questi giorni, mi sono reso conto che non c'era nulla da segnalare e da raccontare. Ora torno per uno sfogo, per riempire un po' questi spazi con il mio vuoto, con il mio nulla. Una cascata di pensieri hanno riempito i giorni precedenti, scrivere o non scrivere, coinvolgervi o meno?! Ci sarà poi qualche lettore? Chissà, non dovrebbe essere questo il mio problema principale no? Intanto sono qui, ora, a ricordarvi ancora una volta i pensieri appassiti nella mia mente, osservo ancora una volta la mia follia da esterno, la descrivo in qualche modo e non so se vi è un filo logico in tutto ciò. Stati d'animo che si susseguono e che si inseguono tra di loro. Prime ore del giorno, quasi tutto è fedele e non voglio seguire nessuna regola qui, ora, nessuna punteggiatura prestabilita, non sarei io...non sono io. Osservo sempre, ora più che mai forse, e cosa trovo di bello ai miei occhi...nulla. Si può partire da poche note per soffocare alcuni stati d'animo, possono essere un sollievo, un consiglio per far partire un argomento. Ma io qui non ho argomenti da trattare, non creo polemica, non voglio...cerco solo di mettere in parole e musica stati d'animo che spesso sono in comune con voi. Parlavo di poche note, si quelle note che messe insieme evocano un senso di pace interiore, di lontananza da questa esistenza putrida e priva di un vero e proprio senso. Qualcuno si ritroverà in me, forse, la mia follia a volte è difficile da capire soprattutto se associata a suoni poco comuni, ma intanto sono le uniche note che rendono tutto più leggero. Parlavo di stati d'animo che in poche ore cambiano. La pesantezza di un pranzo consumato male può fare il resto. Quante possono essere le situazioni che creano disagio dentro me? Molteplici, come le parole messe a caso per fare un discorso, oppure i tre "IO,IO,IO" che non sopporto e che non ascolto più; per questo ancora una volta mi spingo più in la, ancora una volta mi addentro in un bosco immaginario, dove regna la quiete per il mio spirito.

Pensieri troppo confusi si affacciano dentro me, continuare a scrivere a volte può essere solo controproducente, lascerò per un po' questo spazio...non so per quanto, forse tra pochi giorni ritornerò a scrivere, sperando di riportarmi e di riportarvi nel mio mondo in modo diverso...al prossimo consueto delirio...

giovedì 30 aprile 2009

...Pastello del Tedio...


“Dal grigio della nebbia fitta fitta traspaiono cipressi ombre nere spugne di nebbia. E di lontano dondolando lento ne viene un suono di campana quasi spento. Più lontano lontano passa un treno mugghiando”.

(Pastello del tedio, A.Palazzeschi)


Inizio così, quest'ultimo post di aprile. Una bellissima foto, che mi ha gentilmente dato una cara amica e una stupenda poesia del Pallazzeschi. Ultimo giorno di aprile, oggi per fortuna non c'è la nebbia fitta fitta ma è come se ci fosse. Come spesso accade in questo ultimo periodo, l'idea di scrivere qui, parte sempre qualche giorno prima, ma poi, per mancanza di volontà e forse perché in quel momento non sono "concentrato" lascio perdere. Oggi sembra che ci sia il clima giusto e la buona volontà per farlo. Bene, mi "concentro" subito per tirar fuori i pensieri di questi giorni, cercando di non fare come al mio solito i grovigli di pensieri e sensazioni dei post precedenti. Pensando ai giorni scorsi e a quelle sensazioni che provavo in determinati momenti, posso dire, ancora una volta, che sono lontane sensazioni e lontani pensieri ormai. Capita sempre cosi purtroppo, periodo di concentrazione per un qualcosa che si tiene, pensieri fissi e poi, il triste risultato di una non risposta. In fondo, cosa dovevo aspettarmi? Qualcosa di concreto? No, e cosa? Mi faccio domande e cerco di rispondermi da solo, se può valere a qualcosa. Se ora sono giorni consapevoli e però privi di scosse, forse è anche merito suo e di situazioni esterne molto più grandi di noi. Non ne voglio parlare più ora, non ha senso, non ha più senso...e non hanno senso nemmeno i messaggi adolescenziali che mi lanci tra una pausa e l'altra di chissà quali pensieri più importanti di me. Ricado, si, ricado comunque nel discorso. Forse voglio riempire queste righe di qualcosa che sto vivendo di riflesso? Non saprei, il resto è niente, o forse è nebbia che scende fitta fitta e si posa sulla mia mente per tenerla ancora in pausa. Ma è comunque tempo di piccoli cambiamenti, forse a breve si ritorna a dare un senso alla mia più grande passione. Spero siano giorni, quelli che verranno, di cuciture e di ritorni. Non vorrei sbilanciarmi molto, ma aspetto un po' di tempo per tirare qualche conclusione e di sicuro non mancherò di accennare qui gli sviluppi.

Questi giorni sono stati caratterizzati anche da un clima a dir poco invernale, clima che alla fine non ha aiutato poi molto anche se per certi aspetti mi è stato amico. Questi giorni mi hanno portato anche a conoscere nuovi suoni e nuove idee in ambito musicale che potrebbero ritornare utili anche con le nuove composizioni. Qualcosa credo che si stia muovendo, vorrei che anche altre cose si sbloccassero, ma per il momento è meglio cosi. C'è una strana consapevolezza nell'aria, mi mancano le giuste parole per descriverla. Non so se la poesia del Pallazzeschi può essere un aiuto, oppure queste melodie, sta di fatto che ora vedo solo una cappa grigia che attraverso il silenzio blocca tutto. Meglio non aggiungere altro a questi miei deliri...

mercoledì 15 aprile 2009

...return to the forest?!


Stavo cantando vittoria troppo presto forse, stavo alzando lo sguardo al cielo per ringraziare.Stavo.Ma ora, faccio due passi indietro e rifletto e mi dico, non è il solito freno che metto, c'è dell'altro, la consapevolezza che tutto è cambiato da quel venerdì. E poi, i gravi eventi di questi giorni, che hanno zittito anche il mio animo, soprattutto per chi ha comunque una persona cara per da mezzo. E se fosse successo quello che per un attimo è passato nella mia mente?Bé, forse ora non starei qui a scrivere, perché non ne avrei sicuramente la forza e la voglia. Il peggio in parte è passato, su questo sono sereno, ma se penso che questo evento in fin dei conti ci ha allontanato ancora di più, bé, allora non è servito a nulla il mio affetto dei giorni precedenti. Non è servito o forse non è bastato? Rifletto e mi dico, cosa potevo fare di più, forse non ero solo io, forse era un insieme di cose che non volevamo pensare. Ora, i giorni passano diversamente e quasi non si sente più quell'esigenza di un tempo, perché non c'è risposta, non c'è segnale positivo. In questo modo i miei sforzi restano invani e anche se avessi le parole da mettere al posto giusto, a cosa potrebbero servire? Come al solito ci sono tante domande che forse non riceveranno mai una risposta. Qualcosa è cambiato dicevo, lo percepisco anche non ricevendo segnali ben precisi, e questa sensazione di sentirmi fuori luogo e privo di parole non fa altro che aumentare dentro me. Per fortuna trovo sfogo qui, ma anche questa volta ho pensato tanto prima di scrivere. Potevo farlo nei giorni scorsi, ma credo che sarebbe stato diverso e superfluo. Ancora non si è delineato niente, ho fatto solo dei passi indietro e mi sono nascosto tra i primi alberi che ho incontrato, da dietro un albero osservo attento a ciò che accade, solo che questa volta sono più preparato, anche ad una cascata di parole di rabbia che potrebbero piovermi in testa. In fondo, in passato ne ho subito ben altre, cosa vuoi che sia l'ennesimo abbandono?!

Dopo un giorno ancora non mi sono deciso di chiudere questo "capitolo", aspetto ancora, non so cosa, ma aspetto. Oggi giornata piatta, con gli occhi stanchi che bruciano leggermente. Un flebile segnale arriva, non so come interpretarlo, non so cosa sia veramente, forse gli ultimi strascichi di gioia? Ci penso un pò, poi mi lascio andare in questi suoni pesanti e plumbei che fanno da cornice a questo tipo di giornate. Di solito non ritorno mai a commentare i post precedenti, volevo solo ribadire che il tempo scorre e le conferme arrivano. Parlarne non so a cosa può servire, forse a ridere istintivamente senza senso, ed è questa la cosa che più non voglio, perchè sono stanco dei vostri sguardi spenti, del vostro quieto vivere nella routine dei vostri giorni. Sono giorni ben confezionati i vostri, scanditi dalle cose prestabilite da una vita monotona e piatta.
Sono stati solo fuochi fatui forse? Piccole fiammelle in un periodo di sfoghi? Per me erano qualcosa di più, la nostra piccola libertà conquistata, uno slancio dell'anima, qualcosa di puro e di estremamente sentito. Forse però, quello che ho capito davvero è che in fondo a voi va bene cosi, volete rimanere nel vostro recinto e magari criticare chi per da mezzo ci mette l'anima.

E dopo una settimana, o quasi, chiudo definitivamente questo post. Non so perchè questa volta ho aspettato cosi tanto per mettere qui, questi miei pensieri, non stavo aspettano un cambiamento repentino o qualcosa del genere e a dirla tutta nemmeno un miracolo. Questo rimane uno dei posti più veri e sentiti per me, dove posso dare sfogo a tutto ciò che mi passa nella testa, come dicevo prima non è cambiato nulla e i miei pensieri di qualche giorno fa rimangono immutati. Come al solito vi lascio al prossimo delirio e questa volta, come ai vecchi tempi, vi segnalo la band che ha fatto da sottofondo a queste mie giornate. Direttamente dal Canada i doomster Longing For Dawn, buon ascolto...

lunedì 30 marzo 2009

...black waves & another thoughts...


Avevo messo in conto anche questo, il silenzio, il nulla in questo spazio virtuale. Immaginavo che per tanti giorni avrei lasciato questo mio piccolo rifugio e non per qualche fatto rilevante nella mia esistenza, ma semplicemente perchè sarei stato banale e fottutamente ripetitivo. Ora sono qui, magari con le mie solite contraddizioni ma con una consapevolezza quasi fuori dal comune. Non è passato nemmeno un mese dall'ultima volta che ho scritto, qualcosa è successo effettivamente e sono in qualche modo lieto di poterlo scrivere anche qui; parlo di uno spiraglio, di una piccola fessura dove finalmente entra una luce chiara e decisa. Parlo quasi in modo patetico. Patetico per il fatto che non mi sono mai sentito e letto cosi. Cosa cambia in definitiva? Ben poco se ci penso, però è la prima volta dopo tanti anni, che mi ricordo che sono fatto anch'io di carne, ossa, capelli, calore, odori.
Se da un lato tutto ciò mi sta aiutando a trascorrere i giorni in maniera "leggera", dall'altro ci sono i pensieri che incombono ogni volta, pensieri di svariata natura. Il pensiero per un gruppo che non va, per un lavoro che non c'è, per l'incertezza di avere davvero la persona accanto. Si, pensieri banali, pensieri che fanno tutti, ma in me assumono un ruolo ancora più rilevante. Se penso solo al fatto della mia musica, del fatto che non posso più esprimermi come vorrei, mi sento soffocare; e anche se non è ancora finita, sento che stiamo arrivando alla conclusione di un'avventura che mi è sembrata sin dall'inizio troppo bella per avere un lieto fine. Ho osservato, ho sentito il silenzio dei miei compagni di sventura e ho capito solo una cosa...che le nostre teste sono lontane, ognuno nel suo mondo, ognuno nella sua sicurezza che si porta dietro e forse, mi duole dirlo, ognuno nel suo più malsano egoismo. Sono parole forti queste, parole che non avrei mai voluto scrivere e che mi auguro cancelli al più presto con una sana risata. Ma questa, aimè, è la dura realtà. In fondo, cosa abbiamo cercato in questi anni? Eravamo tutti sulla stessa strada, forse, senza però mettere in conto che tra di noi le careggiate erano separate da grandi muri invisibili. Ognuno andava per contro proprio? Non credo, non è possibile. Però alla fine i conti tornano e il mio non è egoismo o presunzione, ma solo la pura constatazione della realtà dei fatti. Per fortuna c'è quella luce, quella fessura che piano piano si sta aprendo dentro me e che spero non si richiuda in modo drastico a breve, solo perchè non siamo all'altezza di comprendere le nostre anime. Potrei continuare a lungo a scrivere, ma come al solito potrei ricadere nelle mie piccolezze e nelle mie paranoie adolescenziali che non hanno ne capo e ne coda. La campana di vetro ancora c'è, vi vedo tutti, siete li, dietro il vetro, non posso toccarvi, non posso parlarvi, posso solo vedervi...

sabato 7 marzo 2009

...ocean of silence...


Titolo molto scontato per questo post, direi addirittura adolescenziale per certi aspetti, ma da qualche giorno a questa parte credo che la mia originalità (se mai ne ho avuta una) sta facendo capricci, o semplicemente si è fatta le valige ed è partita per un lungo viaggio. Che dire dopo due settimane? Che la consapevolezza dell'abbandono di certe persone è palese, ma cosi palese che non ho nemmeno voglia di parlare con esse? Può essere, sta di fatto che quelle persone che in passato credevo realmente vuote, forse, sotto suggerimento di alcune persone vicine a me si stanno rivelando quelle più vere. Sono solo mie supposizioni ovviamente, piccoli pensieri che tra qualche giorno potrebbero cambiare ulteriormente...come sempre d'altronde. Quanti cambiamenti ho notato in me, cambiamenti non radicali o di stili di vita, semplicemente cambiamenti nel vedere le cose, cambiamenti di pensieri.

Mi sembrano ormai lontanissimi quei contatti di due settimane fa, ho in mente degli sguardi, dei sorrisi che man mano si stanno sfocando e mi stanno lasciando lentamente. Era tutto privo di logica, era tutto vuoto e senza senso, si vedeva che era solo una questione di ore. Perché ne parlo ancora? Forse perché devo riempire questi spazi?Bé non so darmi una risposta e credo sia inquietante. Ritornando ai miei giorni, descriverli sarebbe soltanto una perdita di tempo, perché ormai sembrano scanditi da determinati gesti che ormai faccio con naturalezza ogni giorno nelle stesse ore. Non mi va di mettere le mie giornate qui, di sporcare questi spazi con la mia piccola vita, vorrei parlare di altro, quell'altro che cerco da tempo e che ancora non trovo.

Da lontano mi arrivano segnali, sono segnali che vorrei accogliere con una positività assoluta, ma che, con il contorno di questi giorni non riesco a decifrare e a comprendere pienamente. Mi sembrano storie di tanti anni fa, storie adolescenziali, prive di quel sentimento e quella passione che in certi casi dovrebbe esserci. A cosa è dovuto tutto ciò? Sempre alla stessa cosa...solo che ora c'è più consapevolezza e questo è un bene...il tempo fa sempre il suo dovere...no?!

Deinonychus

domenica 22 febbraio 2009

...lieve-mente...


Avevo dimenticato certe sensazioni piacevoli, piccoli contatti, lievi "carezze". Un altro giorno dopo, stavolta quasi come un deja-vù; ma è già volato via di nuovo. Oggi non rimane niente, solo un lieve ovattamento della testa, proprio ai lati, vicino alle orecchie. Non potevo mai immaginare che vicino a me ci fossero mondi cosi diversi o forse è soltanto frutto di una situazione temporanea. E' il dopo che io non riesco a capire mai, quel dopo fatto di silenzi e di ricordi tagliati troppo in fretta. Ero io, si, proprio io, nelle mie piene facoltà mentali. Sono fiero di pensare al passato in modo cosi lucido e crudele, ma accettare minimamente tutto come semplice e banale normalità è assurdo. Oggi cambio, oggi sono diverso e sono fiero anche di questo. Lievemente e silenziosa arriva la consueta stanchezza che mi porta già via di qui. Non vorrei, non vorrei proprio staccarmi da queste righe, ma come faccio? Parole del giorno dopo, parole intrise di tutto e niente, sempre i soliti giri, i soliti sospiri. Come fare a questo punto, ad essere totalmente diversi? Totalmente, da un giorno all'altro? Non si può, ed è inutile sprecare fiato per dire sempre le stesse cose. Lasciatemi in pace, lasciatemi riflettere tra queste note e non abbozzare un discorso che non potrebbe avere ne capo e ne coda. Perso tra le frasi fatte, rido di me stesso, rido anche delle parole che mi dite per allietare momentaneamente la mia anima e invece, non vi rendete conto che la state solo soffocando? No, evidentemente no, ma cosa pretendete alla fine? Un cambiamento, lievemente, un cambiamento...che forse non ci sarà mai. Anche per oggi il delirio si è compiuto, ho fatto passare tot giorni per riscrivere qua, ho fatto bene il mio compitino e adesso rileggo la mia follia. Sempre di più questo spazio diventa una tela non disegnata, ma sporcata di colori che vanno dal blu al nero, colori freddi, come freddi sono questi giorni nuovamente bagnati dalla solita e sottile pioggia...al prossimo delirio mal pensato.

mercoledì 11 febbraio 2009

...Invocation...


Continuare ad invocare la calma, anche se tutto è apparentemente tranquillo. E' questo che sto cercando di fare in questi giorni silenziosi. Mancavo da molto in questi spazi, iniziavo a scrivere e mi bloccavo ogni volta. Era la stanchezza invisibile, che ogni volta mi impediva di mettere due parole sensate insieme, e non sono nemmeno sicuro se lo farò questa volta. I continui "stress" di questi giorni hanno fatto da cornice e hanno enfatizzato tutto ciò che c'è attorno a me. Le montagne attorno a me, il cielo che continua a cadere in gocce non stanno aiutando poi molto e poi questo interminabile freddo che continua inesorabile a scuotere la mia pelle e il mio corpo, ed è inutile ricoprirmi con vari strati di vestiti. Il freddo entra tra le fibre e ancora una volta ghiaccia le carni che mi avvolgono.

Non ricordavo di piogge cosi intense e cosi durature, ogni mattina trovo il terreno umido e ogni mattina quei pochi raggi di sole spariscono nell'arco di pochi minuti, per far posto a nuvole nere e ad un freddo ancora più pungente. Piove ancora, il terreno si spacca, le colline si sgretolano, i cimiteri implodono su se stessi, le strade...quelle che percorro ogni giorno ormai sono crivellate da buche. La cosa peggiore che noto è il senso di abbandono da tutto e tutti, rimane solo il nostro sguardo verso l'alto ad implorare il ritorno di un clima più mite e invece ancora giù piogge. Sembra che le gocce ormai si siano trasformate in gocce di piombo per continuare a martoriare la nostra terra. Adesso, qualcuno se ne accorgerà dello scempio che abbiamo provocato alla natura? Credo proprio di no, continueremo ad abusare di lei fino a quando rimarremo bloccati per sempre nei nostri fortini e non avremo più niente per comunicare con il mondo esterno.

Ritornando a me, la cosa che è cambiata nello scrivere qui è che il vuoto che io ho sempre descritto o cercato di descrivere nelle sue varie forme, si sta rivelando un'arma contro me stesso. Sento un impoverimento delle mie parole e dei miei pensieri, non credo sia dovuto ad altri pensieri che girano attorno a me, ma semplicemente dal fatto che tutto è diventato cosi inutile e impercettibile ai nostri sensi. Continuerò a parlare di vuoto, di incomprensioni e di malesseri, magari non sempre qui ma attraverso la musica. Per il momento vi lascio con una "passeggiata" tra i boschi dove poter attraverso la compagnia degli alberi,della natura e delle melodie che più amo ristorare la mia anima da tutto questo marciume che pervade la terra e invocare ancora una volta...la calma...

martedì 27 gennaio 2009

...heavy drops...


Sono gocce pesanti queste, che rimangono sospese tra i rami degli alberi per giorni e giorni, sotto un cielo perennemente grigio che a breve cadrà disperato in questa terra. Giorni monotoni con pioggia monotona e sembra che davvero non voglia smettere più. La terrà è bombardata perennemente da queste gocce e in ognuna di queste trovo delle sensazioni. Sono sensazioni negative che sommate a tante altre scavano il terreno e creano crateri grandissimi dove dentro affogano tante anime prive ormai di ogni speranza. Le automobili affondano dentro questi crateri, altre passano velocemente incuranti dei danni subiti. Ad un tratto le gocce rimangono sospese e le immagini degli ambienti diventano sempre più nitide; rimane solo il grande freddo che entra dentro come tanti pezzi di vetro appuntiti e non ti lascia scampo. Il respiro diventa sempre più affannoso e melodie elettrificate pervadono interamente il corpo, sono melodie che riconosco bene e che mi hanno sempre accompagnato in momenti critici. L'immagine ai lati diventa sfuocata, lentamente le mani congelate chiedono di essere riscaldate, gli occhi si appesantiscono e una lieve stanchezza si fa avanti silenziosa. Si cerca in tutti i modi di trattenere il capo dritto, ma la stanchezza la fa dondolare. Devo...devo, poter fare qualcosa, ma c'è un peso, un peso...troppo grande e soffocante che riporta tutto alla realtà in una frazione di secondo.

Vi ho appesantito di nuovo con le mie parole prive di niente, ho cercato di confezionarle bene, di smussarle e abbellirle, ne è uscito fuori un quadro con schizzi di follia, la consuetudine la monotonia anche qui...tra le gocce pesanti di questi giorni...

domenica 18 gennaio 2009

...timeless...


Scorrono veloci questi giorni, scorrono apparentemente senza un senso, le crepe sui muri sono arrivate al pavimento; forse dovrei iniziare a preoccuparmi, ma ancora una volta, sto fermo. Senza tempo, piccoli bagliori di sole avvolgono queste giornate fredde, giornate riempite di nulla e di niente. Suoni distorti producono melodie coinvolgenti, piccole scosse nell'anima, subbuglio interiore per pochi secondi, ma niente di più. Un'altra domenica, una come altre, il vino fa il suo effetto e penso. Penso che dovrei mettere giù, qui, in questo blog la mia follia quotidiana e parlare delle crepe o spacchi larghi...che creano un buio al centro. Osservo, delle forme perfette, sguardi, sorrisi appena abbozzati...vedo, la perfezione. Tutto è senza senso in questi giorni, anche le risate e gli argomenti inutili per riempire minuti di ieri, di un giorno ormai andato. Devo essere coinvolto emotivamente per sentirmi ancora vivo e sentire che dentro il meccanismo è ben oleato e che tutto bene o male sta procedendo nel suo corso. Un corso forse già prestabilito?Chissà!?!Tanti punti interrogativi messi insieme che creano una grande incognita. Il serbatoio è vuoto, secco, si stanno per formare le prime ragnatele, piccoli ragni crescono, creano queste trame fitte, sempre meno accessibili e come un video di qualche anno fa mi rivedo, bloccato in un letto, incatenato...delirio. Giorni così, apparentemente senza un senso. Ripeto, ci sono melodie che mi tengono ancora in piedi, forse creano quell'equilibrio nell'apparato uditivo. Bah, ecco mi vedo, a scrivere cose insensate ancora una volta. Mi sdoppio quasi per un attimo, anzi forse anche di più di un attimo, pochi minuti...per vedere le due mie personalità, quale poi quella giusta? Un'altra incognita, una delle tante di questi anni...poi si aggiungeranno altre e ancora altre e ancora altre. La testa potrebbe scoppiare, vedo già grumi del mio cervello sparsi per la stanza, sangue ovunque e il corpo preso da convulsioni, sono gli ultimi attimi di vita (Delirio #2). Mi avvio verso la conclusione di queste righe intrise di niente e con la consapevolezza che tutto ciò è frutto solo della mia mente malata. Continuerò ad osservarvi ancora da dietro la campana di vetro e continuerò a descrivere tutto ciò che accade attorno a me...come sempre, al prossimo delirio...

mercoledì 7 gennaio 2009

...In principio...


Nuove considerazioni su questi primi giorni dell'anno, cercando di essere più obbiettivo possibile senza farmi prendere dalle mie follie. Non so se questo post ha motivo di essere creato, ma forse potrò togliermi qualche noia e qualche piccolo dolore. Di sicuro vi starete aspettando una plateale confessione di qualcosa che è successa nella mia vita e invece no; lo spirito dell'anno nuovo ancora non ha intaccato il mio sistema nervoso. Un post scritto oggi, potrebbe essere intriso di falsa tristezza dovuta alla fine delle solite e sacrosante feste natalizie, niente di tutto ciò, per fortuna. Sono semplicemente qui, di nuovo, a sputarvi in faccia la mia follia e qualche mia piccola considerazione su questo mondo che ha messo il turbo e che vedo sempre di più allontanarsi dal mio sistema (quale poi, non si sa).

In principio fu l'illusione per quei programmi che ognuno di noi aveva in mente, in principio tutto sembrava più leggero e dilatato, ci si poteva fermare per fare delle considerazioni positive, perché no, sognare. In principio, la data del calendario era una spinta in più per considerare l'esistenza qualcosa di estremamente stimolante...in principio, però. Il corso delle cose, il corso del tempo e dei fogli strappati con rabbia dal calendario ricordano, o semplicemente segnalano che qualcosa non va. L'anno della crisi è iniziata, quello del perbenismo e delle falsità non è mai finito. Le mancanze, anch'esse rimangono le stesse.

Lontano milioni di anni luce da tutto ciò che mi circonda, eclissato in pochi attimi, al solo pensiero del vedere il marciume attorno me. Ragnatele invisibili si formano nell'aria, ed è tutto come se fosse una grande casa abbandonata. Tutti gli oggetti sono al loro posto, nuovi, mai usati ma tutto è cosi tremendamente vecchio, spettrale...morto. Piccoli raggi di sole arrivano stanchi e lontani, non hanno di certo quella forza per riscaldare a mala pena un po' il viso. Tutto viene tremendamente spezzato dal freddo bastardo, che ghiaccia le mani, la mente e il cuore. Forse anche le mie parole hanno subito i danni del freddo...

...al prossimo delirio...